una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

20 maggio – Domenica di Pentecoste


EPISTOLA Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 12, 1-11

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

In questa domenica di Pentecoste, uno dei doni dello Spirito è quello dell’unità o meglio, per usare un’espressione cara al Cardinale Scola, dell’unità nella pluriformità. I carismi, ovvero i modi in cui l’unico Spirito si manifesta sono molteplici.

Mi pare che qui si giochi la sfida del nostro tempo: lavorare insieme mettendo ciascuno a disposizione i doni ricevuti per la costruzione di quello che l’Apostolo chiama il “bene comune”. È l’opposto della logica individualista che vede gli altri come “avversari” e riduce gli spazi di collaborazione. Laddove si cercano gli altri, nella logica individualista è solo per una ragione strumentale legata alla realizzazione dei propri fini. Gli altri sono mezzi per la realizzazione dei mie fini.

Nella Laudato si’ Papa Francesco denuncia questa logica e afferma che questo è precisamente il “paradigma tecnocratico dominante”, al contrario il bene comune chiede l’applicazione dello stile suggerito da San Paolo e va nella direzione di quella che, sempre lo stesso Pontefice, chiama “ecologia integrale”.

Lavorare insieme, pur nelle nostre diversità, per costruire il bene comune. Detto con le parola di Benedetto XVI nella Caritas in veritate n. 30 è la sifa della “interdisciplinarità ordinata”.
(don Walter Magnoni)

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Ci sono almeno tre elementi di riflessione in questo brano di San Paolo. Il primo: le diversità non fanno parte solo della natura umana, ma sono comprese nel progetto di Dio. Il secondo: i doni dello Spirito non sono dati per l’esaltazione individuale, ma, come ricorda l’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, Gaudete ed exsultate, citando la Lumen Gentium “Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra di loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità”.  Il terzo: lo Spirito è dato per il bene comune, un bene comune che non è la sommatoria dei beni individuali, ma è una dimensione della più ampia partecipazione della ricchezza morale e materiale che viene prodotta. In questa prospettiva si può leggere un approccio che ribalta la tradizionale concezione liberista dell’economia. Diceva Adam Smith che è dall’interesse dei singoli che nasce una risposta ai bisogni della collettività. Guardando ai problemi del mondo contemporaneo, dalle disuguaglianze all’inquinamento ambientale, possiamo forse affermare invece  che è  soprattutto perseguendo l’interesse generale che si può realizzare il benessere di ogni singola persona. 

(Gianfranco Fabi)

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