Religione, economia e metafisica

 

In questo mese abbiamo approfondito, in chiave interreligiosa, i rapporti di vicinanza che intercorrono tra le tre religioni abramiche: giudaismo, cristianesimo e islamismo. È stato intenso e suggestivo, a dire dei numerosi partecipanti, l’incontro nella grande Sala di lettura della Biblioteca Ambrosiana la sera del 14 giugno, per ascoltare le relazioni dell’Imam Sergio Yahya Pallavicini, Vice Presidente della CO.RE.IS, Comunità Religiosa Islamica Italiana, e del Rav Sandro Di Castro, Membro della Giunta dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane. Il loro discorso sull’economia, variamente collocato nell’attuale contesto economico mondiale, ha portato alla luce convinzioni che anche noi cristiani possiamo condividere con tutti gli uomini di buona volontà. È stata sottolineata con chiarezza l’idea che noi, esseri umani, non siamo in assoluto i padroni della terra e dei beni di questo mondo. A noi è stato affidato un patrimonio enorme, incommensurabile, semplicemente perché, come buoni amministratori, non lo distruggiamo ma lo mettiamo diligentemente a frutto, con l’impiego della nostra intelligenza e la sensibilità di chi condivide con tutti la condizione di essere creatura e quindi la fratellanza che originariamente ci unisce tutti, dall’intimo del nostro essere. L’Imam Pallavicini ha preso spunto da molti testi dell’enciclica Caritas in veritate, per dimostrare la profonda vicinanza dell’etica economica musulmana alle grandi prospettive di fondo del mondo cristiano, così come Rav Di Castro ha citato testi tratti dalla tradizione giudaica per fare notare la coincidenza di un atteggiamento virtuoso, nel modo di fare economia, che tiene sempre conto dell’altro e dei suoi bisogni individuali e comunitari. In tal modo mi è tornato facile intervenire, a testimonianza della prospettiva cattolica, per richiamare il grave dissesto che si è verificato nella storia dell’Occidente con la perdita progressiva del riferimento religioso. Infatti la separazione radicale delle scienze di tipo sociale (diritto, politica ed economia) dalla visione metafisica e religiosa della condizione umana si è consumata nella pretesa di poter coltivare questi sguardi sulla realtà sociale dell’uomo prescindendo dal problema etico e da quello religioso, di volta in volta fondato in una diversa rivelazione storica, vuoi di tipo ebraico, cristiano o islamico. In tale processo di estrema laicizzazione e secolarizzazione si è affermata l’idea – in sé contraddittoria – di una ‘tolleranza’ come quella sostenuta da Voltaire. Infatti in nome di una vaga religiosità naturale, tale discorso di tolleranza si è di fatto dimostrato sommamente carico di intolleranza nei confronti delle diverse tradizioni religiose che si richiamano a differenti rivelazioni storiche su cui si fondano le rispettive tradizioni religiose dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo. In Europa ciò sta di fatto impedendo alla tradizione religiosa, che coincide con il cristianesimo e in particolare con il cattolicesimo, di esercitare – in modo pubblico e sulla vita associata dei credenti – quella benefica influenza, formulabile in contenuti razionali e condivisibili, che discende dai princìpi etici e sociali della rivelazione cristiana. È proprio questo il monito e l’appello alla cristianità che traspare da molti interventi di Papa Benedetto XVI in questi ultimi anni.

Mi sembra interessante rendere noto anche che il giorno successivo, mercoledì 15 giugno, si è svolto a Genova, nella prestigiosa sede della Commenda di San Giovanni di Pre’, un convegno su La Metafisica nel monoteismo abramico, in cui al cospetto di numeroso pubblico sono intervenuti per parte islamica lo Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini, Presidente della CO.RE.IS Italiana, per parte ebraica Rav Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Genova e il sottoscritto per parte cattolica. Dal vivace e ricco dibattito è risultato che una comune radice metafisica attraversa le tre religioni monoteiste e le accompagna lungo tutto il medioevo latino. Riscoprire insieme le strutture metafisiche che qualificano la comprensione dell’Essere e della differenza fondamentale intercorrente tra essere creato (o esserci, esistenza) ed Essere creatore (Dio), è di primaria importanza perché queste religioni acquistino sempre più consapevolezza di alcuni fondamentali capisaldi condivisibili.

Emergono così due ambiti principali all’interno dei quali è possibile cercare convergenze e collaborazioni tra queste tre religioni diverse. Propriamente si tratta di larghe sezioni di ciò che conosciamo come dottrina sociale della Chiesa, ma anche di profonde vedute metafisiche che riguardano la struttura ontologica dell’essere umano, come tale, in quanto creatura, nonostante le interminabile discussioni su libero arbitrio e determinismo, tra ebraismo e cristianesimo, da una parte, e islamismo, dall’altra.

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