una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

2 maggio 2021

EPISTOLA Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, Cor 2, 6-12

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 17, 1b-11

In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi». 

Gesù viene a portare unità, o meglio questo è il suo desiderio profondo che si esprime in quel bellissimo passaggio: “perché siano una cosa sola, come noi”. Come il Padre e il Figlio sono in perfetta armonia, così Gesù vuole che coloro che il Padre gli ha affidato vivano in sintonia. Leggiamo questo brano e scorgiamo la distanza dalla realtà fatta di lotte e divisioni. Una missionaria del Mato Grosso è stata uccisa, Un giovane Vescovo del Sud Sudan è stato gravemente ferito e tanta violenza circonda le nostre città. Abbiamo bisogno del dono dell’unità, di quel gareggiare nello stimarci a vicenda che crea bene e fa bene a tutti.

Il maligno vuole dividere, creare separazioni e fratture, Gesù alza gli occhi e affida al Padre l’umanità dei credenti chiedendo che siano “una sola cosa”. In questa domenica sentiamo importante pregare anche per il dialogo ecumenico e interreligioso.

(don Walter Magnoni)

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“I segreti di Dio – dice san Paolo – nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio”. L’esistenza di Dio è uno dei temi su cui si è soffermata da millenni la filosofia umana. Ma tutti i tentativi di piegare la logica per spiegare quello che è in un’altra dimensione si sono fermati di fronte al limite della ragione. Ma, come afferma l’enciclica “Fides et ratio” di San Giovanni Paolo II, "la storia diventa il luogo in cui possiamo constatare l'agire di Dio a favore dell'umanità"; quindi "con la Rivelazione viene offerta all'uomo la verità ultima sulla propria vita e sul destino della storia". Perciò "al di fuori di questa prospettiva il mistero dell'esistenza personale rimane un enigma insolubile". Ma la verità offerta dalla Rivelazione divina è "carica di mistero" e, quindi, può essere accettata soltanto con la fede.  Ma d’altra parte la ragione si ferma anche di fronte alla possibilità di dimostrare che Dio non ci sia. Il fatto che Dio sia un mistero non vuol dire che la fede sia irrazionale. Fede e ragione sono due ali che possono aiutare ad affrontare non solo i temi filosofici, ma anche, e forse soprattutto, la vita quotidiana. 

(Gianfranco Fabi)