una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

25 aprile 2021

EPISTOLA Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo, Tm 4,12-16

Carissimo, nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri. Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il tuo progresso. Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 10,27-30

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Suona il telefono e si sente una voce famigliare. Il numero da cui proviene la telefonata non è uno di quelli registrati, ma quella voce “dice qualcosa”, poi la memoria viene in soccorso e finalmente si collega il volto. Le voci a noi care riusciamo a ricordarcele. C’è una voce – ed è quella di Gesù – che può narrarci parole di vita eterna. Tra le tante voci che riempiono le nostre giornate ecco che quella di Dio può fare la differenza. Come posso ascoltare la voce del Signore? È questo il tempo propizio per fermarsi, fare silenzio e porsi in ascolto della Parola di Dio. Questo esercizio fatto in un clima di preghiera diviene stile per conoscere ciò che Dio desidera da noi. Ma perché ciò accada è fondamentale che la lettura della Parola entri nelle nostre abitudini quotidiane. Quando poi andremo a Messa la Parola che ascolteremo ci risulterà più famigliare

(don Walter Magnoni)

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“Questo vi chiedo: di essere pastori con “l'odore delle pecore”, pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini”. Con queste parole rivolte ai sacerdoti di Roma, nella sua prima uscita dopo l’elezione, Papa Francesco ha richiamato il tema del pastore e delle pecore, un tema che si ritrova spesso in tutte le Sacre scrittura. Ma non c’è solo l’immagine del buon pastore, c’è anche quella del brano di Matteo: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” E’ difficile essere pastori nel mondo d’oggi, e dobbiamo essere grati a sacerdoti per il loro impegno, ma è anche difficile essere pecore perché i lupi li possiamo incontrare ad ogni angolo di strada, ad ogni pagina di giornale, ad ogni trasmissione televisiva, per non parlare della giungla dei social network. E allora bisogna puntare sul fatto che ci si difende restando nel gregge, cioè in quella dimensione di comunità che è connaturata all’esperienza cristiana.

(Gianfranco Fabi)