una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 4 Novembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 14, 1a. 15-24

 

Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei. Uno dei commensali gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Gesù entra nella casa di uno dei capi dei farisei in giorno di sabato per pranzare e subito scorge di fronte a lui un malato di idropisia. Gesù lo guarisce dopo aver provocato i commensali con questo interrogativo: “è lecito o no guarire in giorno di sabato?”. Poi, sempre il Maestro, osserva che gli invitati sceglievano i primi posti e li esorta a prendere l’ultimo posto. A questo punto Gesù dà un suggerimento al padrone di casa: “quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i tuoi vicini, perché a loro volta non t’invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio”, al contrario l’indicazione di Gesù è quella di chiamare i poveri, storpi, ciechi e zoppi che non hanno da ricambiare e la ricompensa sarà alla fine dei tempi.

Ecco allora che arriva la frase di uno dei commensali: “beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!”. Queste parole e quelle che seguono si comprendono solo sapendo cosa è accaduto prima. Gesù con la parabola letta questa domenica sembra rispondere all’invitato: “chi non accetta ora l’invito a prendere il cibo che Dio offre ben difficilmente sarà beato poi”. Il futuro si costruisce sempre con le scelte compiute nel presente.

Stiamo attenti a non trovare scuse per rispondere alla chiamata del Signore. Vi è una gerarchia di valori al cui apice sta il desiderio di corrispondere alla volontà di Dio.

(don Walter Magnoni)

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Tutti hanno una loro ragione per non rispondere all’invito. Ognuno ha una scusante, soggettivamente decisiva per giustificare il proprio “no, grazie”. C’è in questa parabola un esempio di quello che si è sempre più affermato come “soggettivismo etico”, cioè il porsi a giudici delle proprie scelte al di là e al di fuori di ogni logica di relazione e di rispetto delle regole, scritte e non scritte, del vivere insieme. Ma proprio il rapporto tra beni del singolo e bene comune costituisce il principio di fondo della dottrina sociale cristiana con la finalità di realizzare una società che possa essere giusta e rispettosa della dignità dell’uomo. Dal rispetto della persona emergono anche i due principi fondamentali della dottrina sociale cristiana: il principio di sussidiarietà (che rispetta la dignità dei singoli e delle comunità e non permette che lo Stato prevalga su di essi, ma anzi li possa sostenere) e il principio di solidarietà (che non permette che l’interesse dei singoli e delle singole comunità prevalga su quel bene comune che lo Stato deve garantire). Per questo si parla di valore sociale del “personalismo”, con la grande lezione di Emmanuel Mounier,  contro un “individualismo” che sembra purtroppo diventare la logica dominante del pensiero corrente. La stessa logica degli invitati alla cena che trovano mille scuse per non andare

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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