una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

13 dicembre 2020

 

EPISTOLA Lettera agli Ebrei 7, 14-17. 22. 25

Fratelli, è noto che il Signore nostro è germogliato dalla tribù di Giuda, e di essa Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. Ciò risulta ancora più evidente dal momento che sorge, a somiglianza di Melchìsedek, un sacerdote differente, il quale non è diventato tale secondo una legge prescritta dagli uomini, ma per la potenza di una vita indistruttibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: «Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek». Per questo Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 19-27a. 15c. 27b-28

In quel tempo. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, ed era prima di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

La diagnosi che l’Arcivescovo Delpini fa di questo tempo è quella di un’emergenza spirituale. Così ha detto nel suo ultimo Discorso di Sant’Ambrogio: “una sorta di inaridimento degli animi, un lasciarsi travolgere dal diluvio di aggiornamenti, di fatti di cronaca, di rivelazioni scandalose, di strategie del malumore, di logoranti battibecchi”. Ecco allora che l’appello del Battista suona ancora attuale: “rendete diritta la via del Signore”. “Il riferimento a Dio è cancellato da gran parte della cultura occidentale” afferma sempre Delpini nel suo Discorso alla città, ecco allora la necessità di nuove voci che gridino nel deserto delle nostre città per richiamarci che, come dice la lettera agli Ebrei, Gesù si fa garante di un’alleanza migliore e può salvare chi a lui si avvicina. Il senso del Natale è questo richiamo alla salvezza: Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio per salvare tutti noi.
Da questa emergenza spirituale possiamo uscirne insieme, ripartendo dal rimettere nelle mani di Dio le nostre vite, con vera fede in Lui

(don Walter Magnoni)

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“E tu chi sei?” chiedono i sacerdoti e i leviti a Giovanni? "Sei tu il Cristo, il figlio di Dio benedetto?", chiede a Gesù il sommo sacerdote Caifa. "Tu sei il re dei Giudei?", è la domanda di Ponzio Pilato. E "Chi sei, o Signore?", supplica Paolo, il persecutore dei cristiani. “E voi chi dite che io sia?” chiede Gesù agli apostoli. Domande alla ricerca di una identità. Domande per conoscere, ma anche per condannare. Domande che restano di attualità. “Chi siamo noi?” Travolti dalla paura della pandemia, chiusi nelle nostre case, costretti ad abbandonare passioni e tradizioni. “Beati coloro che possono conoscere la causa delle cose”, affermava Virgilio nelle Georgiche scritte nel 30 avanti Cristo. Domandare è importante, ma alle domande che partono dal cuore dell’uomo può rispondere solo la fede.
(Gianfranco Fabi)