una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 28 Ottobre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Marco 16, 14b-20

 

In quel tempo. Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Le letture di questa domenica sono collegate alla giornata missionaria mondiale. Nel Vangelo vi è proprio un invio missionario. È il finale del testo di Marco il più antico dei vangeli. La morte di Gesù fu un grandissimo shock per tutti ed il fatto che sono undici e non più dodici ci ricorda implicitamente la tragica sorte di Giuda. Dopo la crocifissione il Risorto deve manifestarsi a queste persone più volte, trovandole spesso chiuse in casa e piene di paura. Tornare a credere significa diventare testimoni del Crocifisso risorto. Il Kerigma da proclamare con fede è che quel Gesù che è stato ucciso è veramente il Cristo risorto.

La cosa sorprendente sarà vedere come i discepoli del Signore, una volta superata la paura saranno testimoni coraggiosi del Vangelo, persone che non temeranno il martirio perché spinti da una fede ardente. Da sempre la Chiesa annovera tra i suoi santi dei missionari che annunciano a tutti il Kerigma.

Ancora oggi la Chiesa – anche nei nostri territori – necessita di questo anelito missionario. Montini nel 1957 indisse la grande missione di Milano perché cosciente che il “grande assente” stava diventando Gesù Cristo.

Oggi quanto il Vangelo è Parola che giuda il nostro agire quotidiano?

(don Walter Magnoni)

.-.-.-.

Questo brano del Vangelo appare ricco di contenuti, ma sorprende anche per il tono chiaro, secco e ultimativo con cui Gesù si rivolge agli Undici. Dapprima un rimprovero, poi un comando. E agli stessi Apostoli “duri di cuore” viene ordinato andare nel mondo e proclamare il Vangelo. Sono queste le ultime parole del Vangelo di Marco. Traspare quasi una fretta di concludere, di tirare le fila di un racconto andando all’essenziale: alla chiamata si risponde ritrovando la fiducia del “Dio con noi”. Ma che cosa dobbiamo predicare noi, indegni apostoli del XXI secolo? Forse il primo passo è quello di avere fede nella fede, di credere che la dimensione del Vangelo può diventare il metro quotidiano per le scelte da compiere e soprattutto gli impegni da assumere. E’ in fondo l’invito continuo di Papa Francesco: andate, uscite, seminate anche se il terreno appare ostile. Con un impegno secondo i propri talenti, ma nella società, nel mondo, nella politica. Sì, non sarebbe il caso di tornare a riflettere sull’impegno dei cattolici in politica?

(Gianfranco Fabi)