una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 21 Ottobre -
EPISTOLA Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 3, 9-17

Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

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VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 22-30

In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

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Si celebra la festa della Dedicazione del Duomo di Milano e le letture sono centrate su questo evento. Perché gli uomini costruiscono cattedrali? I primi cristiani celebravano di nascosto, nelle case e nelle catacombe. Però, una volta riconosciuto e accettato il cristianesimo nella società, diventò utile costruire luoghi dove vivere comunitariamente il culto.

Lo spazio ampio delle cattedrali – si pensi a quelle gotiche – è monito a non morire d’asfissia e dare respiro alla vita della chiesa. Il rischio è invece quello descritto nel Vangelo odierno: una fede che si chiude dentro un sistema. Vi è una religiosità che non riesce ad accogliere lo stile di Gesù.

Nel brano liturgico ci si ferma prima che Giovanni ci dica cosa fecero i giudei dopo questo scambio con Gesù: “di nuovo i giudei raccolsero le pietre per lapidarlo”.

Interessante il paradosso: le pietre con cui si costruisce la cattedrale, segno di lode, vita, eternità, possono divenire segno di odio e morte ed essere scagliate contro un uomo.

Se il fondamento è Cristo, dobbiamo attraversare questa terra lasciando segni del suo amore ed evitando di contraddire la nostra fede con gesti che non fanno crescere il suo amore.

(don Walter Magnoni)

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“Come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce”. Le parole di San Paolo ai Corinzi appaiono un richiamo di sano buon senso. Ognuno deve stare attento a come costruisce. Tenendo tuttavia presente che l’elemento più importante sono le fondamenta e le fondamenta sono Gesù Cristo. Quindi il richiamo di San Paolo non è di tecnica architettonica, ma è un appello a far sì che in ogni scelta della nostra vita ci sia alla base la coscienza del nostro essere parte del progetto di Dio. Con grande libertà, perché possiamo costruire con l’oro o con la paglia, ma la ricompensa verrà solo se l’opera si dimostrerà resistente al tempo e agli elementi della natura. Questo vale, ovviamente, anche per le scelte politiche, scelte che devono rispondere non solo alla volontà popolare, ma anche alle regole della matematica, della fisica, dell’economia. Per esempio alla terza legge della dinamica che dice che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Stare attenti a come si costruisce vuol dire avere la prudenza del buon padre di famiglia che non mette a rischio la propria credibilità con promesse che non si possono mantenere.

(Gianfranco Fabi)

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