una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

16 maggio 2021

EPISTOLA Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo, Tm 3, 14-16

Carissimo, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità: egli fu manifestato in carne umana e riconosciuto giusto nello Spirito, fu visto dagli angeli e annunciato fra le genti, fu creduto nel mondo ed elevato nella gloria. 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 17, 11-19

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Padre, io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità». 

Il mondo presenta tante insidie ed è possibile perdersi nelle seduzioni del male. Un primo pericolo sono le divisioni (diavolo etimologicamente è colui che divide) e per questo il desiderio di Gesù è l’unità (siano una cosa sola). Un secondo luogo su cui vigilare è la gioia: non ogni gioia è quella vera. Esistono gioie transitorie, ma che lasciano poi il cuore vuoto e l’amaro in bocca. Gesù desidera che “abbiano in sé stessi la pienezza della mia gioia”. Il vero nemico è il Maligno, colui che dal principio vuole allontanare i figli dal Padre. Ecco allora l’appello di Gesù: “custodiscili dal maligno”. Sono parole simili a quella che insegna ai suoi nella preghiera del Padre nostro, laddove diciamo: “liberaci dal male”.

Infine, ed è la vera sfida, la partita della vita si gioca tra verità e menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna, Gesù è via, verità e vita. “Consacrali nella verità. La tua parola è verità”: mi pare che la luce della verità sia la dimensione dentro cui le persone, custodite dal Maligno, possono vivere con uno sguardo proteso all’eternità. In questa domenica chiediamo il dono della vera gioia che scaturisce da un cuore che prova ad amare nella verità.

(don Walter Magnoni)

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Non siamo “del” mondo, ma siamo “nel mondo”. Questo brano del Vangelo trova una spiegazione molto significativa nella lettera a Diogneto, un testo di autore ignoto, probabilmente di origine medioevale anche se molti la fanno risalire ai primi secoli. “I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio”.

E’ solo un brano, ma merita leggerla tutta https://ora-et-labora.net/A%20DIOGNETO.pdf

(Gianfranco Fabi)