una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

28 giugno 2020

 

EPISTOLA lettera di San Paolo Apostolo ai Gàlati 5, 16-25

Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 17, 26-30. 33

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

Dentro a giorni apparentemente uguali avvengono di continuo dei fatti significativi e tra questi il nascere ed il morire. Il filosofo Heidegger affermava che l’uomo è un essere per la morte. Ma il realtà il morire è un aspetto ben esorcizzato dalla società. Eppure anche questa realtà è ben presente e a nulla serve non parlarne. Nel Vangelo Gesù né parla tante volte, ma il senso del morire per lui non è la fine di tutto. Il paradosso cristiano è che chi dona si salva. Gesù mostra il cammino della croce come stile di dono che assumendo la debolezza dell’umanità si apre alla forza della divinità che tutto vince compresa la morte.

È difficile per tutti liberarsi dall’istinto di accumulare e guadagnare per sé ogni cosa. La via della gratuità di chi apprende l’arte del vivere come dono per gli altri resta sfida per tutti noi.

(don Walter Magnoni)

.-.-.-.

Tra la lettera di San Paolo e il Vangelo sembra quasi esserci una contrapposizione. L'apostolo divide sostanzialmente il bene e il male, quello che viene dallo Spirito e quello che ubbidisce alla carne. La parola di Gesù parla invece della normalità della vita: mangiavano, bevevano, compravano, costruivano. In fondo non facevano nulla di male. Eppure prima arrivarono i giorni di Noè, poi quelli di Lot. Messaggio: i cristiani non sono chiamati alla normalità, non sono chiamati ad adattarsi alla logica del mondo.  Sono chiamati a superare la legge e ad accogliere i doni dello Spirito. La normalità nel mondo d'oggi è il pensare che qualunque cosa accada sia sempre colpa di qualcun altro. Forse riscoprire il senso di responsabilità potrebbe essere un passo avanti, anche nella prospettiva del Vangelo.

(Gianfranco Fabi)