una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

8 novembre 2020

 

EPISTOLA Lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi 1,9b-14

Fratelli, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 18,33c-37

In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

La solennità di Cristo re, che oggi celebriamo, trova in questo passo del Vangelo uno dei fondamenti biblici più significativi. Gesù è un re non di quaggiù. La sua venuta tra noi è servita per annunciare al mondo il Regno dei cieli. La buona notizia di cui egli si fa portatore è quella di un Regno dove la morte non ci sarà più e neppure la falsità e l’ingiustizia. La parola “verità” significa togliere il velo e permettere di vedere le cose come sono. Pilato però non potrebbe reggere al peso della verità e per questo nel proseguo del dialogo con Gesù chiede: che cos’è la verità?, ma subito dopo se ne va senza dare il tempo a Gesù di narrare nulla.
Cristo re è una festa dove ci è chiesto di domandarci: chi desidero servire? Sant’Ignazio di Loyola negli esercizi spirituali durante la seconda settimana invita a scegliere Cristo re aiutando a scorgere in quale forma di vita siamo chiamati a seguirlo. 

(don Walter Magnoni)

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Dare testimonianza alla verità. Ma “che cosa è la verità?” come chiedeva Ponzio Pilato a Gesù senza attendersi o aspettare una risposta. Per l’uomo di ogni tempo quella della verità è una ricerca importante. E particolarmente difficile in un momento come questo, un momento in cui domina il soggettivismo, il relativismo, in cui il verosimile diventa reale e in cui le fake news simoltiplicano lasciandoci spesso indifesi e frastornati. E in fondo già Aristotele, nel suo trattato sul Cielo, faceva notare che “la più piccola iniziale deviazione dalla verità si moltiplica, man mano che si avanza, mille volte tanto”. Sembra quasi anticipare quanto avviene con i social network: più una notizia è condivisa più acquista credibilità. L’esperienza della pandemia ci sta peraltro dimostrano che anche la scienza non riesce ad avere più certezze. La verità sembra così allontanarsi dall’orizzonte delle nostre esperienze quotidiane. E, anche se può sembrare un paradosso, non resta che approdare sulle sponde del mistero per guardare alla verità trascendentale dei figli di Dio.

(Gianfranco Fabi)