una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

17 maggio 2020

 

EPISTOLA Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi 2, 12-16

Fratelli, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti «chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare?». Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 14, 25-29

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Lo spirito del mondo assomiglia a quello che Papa Francesco chiama “mondanità spirituale” e che definisce nel seguente modo: «consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana ed il benessere personale» (EG 93). Sono due le declinazioni della mondanità: lo gnosticismo (una fede racchiusa nel soggettivismo) e il neopelagianesimo autoreferenziale e prometeico (l’affidarsi solo alle proprie forze). Al contrario lo Spirito di Dio è un dono che permette all’uomo di discernere nel quotidiano la volontà di Dio nella storia. L’uomo spirituale non è disincarnato dalla realtà, ma è persona totalmente inserita nella vita reale senza venirne assorbita. Il cuore del cristiano batte su questa terra ma si dilata fino al cielo. Parafrasando le parole della Lettera a Diogneto significa “essere nel mondo senza essere del mondo”. Insomma, la visione terrena non include tutte le speranze del cristiano. La Pasqua apre l’orizzonte dell’eternità e dona un respiro nuovo anche alla morte. Avere il pensiero di Cristo significa non lasciare che il nostro vivere sia imprigionato da un materialismo che deruba la buona notizia di Gesù. L’antidoto alla mondanità spirituale è proprio il non lasciarsi rubare il Vangelo! (EG 97).

(don Walter Magnoni)

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Ha ragione San Paolo, e non potrebbe essere altrimenti. Senza lo Spirito la Fede è una follia. Ma, come diceva Kierkegaard, la Fede comincia dove la ragione finisce. In questo tempo pasquale i Vangeli raccontano le apparizioni del Cristo risorto e annunciano la Pentecoste, dopo quaranta giorni. Il dono dello Spirito è in fondo una Fase Due: siamo liberati dalla clausura e ci avviamo alla prova del mondo. Ma con prudenza, cautela, attenzione: ma in fondo con una grande fiducia che si possa tornare ad una nuova normalità, alle relazioni sociali, ai viaggi e agli incontri. Con in fondo un grande desiderio di dare un senso alla nostra vita di fronte all’emergenza sanitaria prima e poi all’ormai inevitabile crisi economica. Un grande motivo in più non solo per aspettare, ma soprattutto per riconoscere la voce dello Spirito che “ci insegnerà ogni cosa”. Una strada che deve andare oltre alla ragione. Una strada altrettanto difficile quanto necessaria per chi vuol credere nella Resurrezione.

(Gianfranco Fabi)