una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

26 aprile 2020

 

EPISTOLA Lettera agli Ebrei 9, 11-15

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 29-34

In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Mentre nei Vangeli sinottici Giovanni Battista è presentato come il precursore, l’evangelista Giovanni lo indica come il testimone. La sua è in realtà una grande testimonianza. La sua missione è quella di testimoniare che Gesù è il Messia e in questo Giovanni è davvero esemplare. In lui vi è un grande senso del dovere unito a una grande umiltà, quella che gli farà dire “a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo” (Gv 1,26). L’annuncio è chiaro: Gesù è colui che libera il mondo dal peccato. Scopriremo lungo il Vangelo che sarà proprio la morte in croce di Gesù l’evento salvifico che realizza questa parola che qui troviamo pronunciata da Giovanni. Il quarto Vangelo dopo questo episodio ci narra ancora di Giovanni che sta parlando con due dei suoi discepoli e vede passare Gesù, fissa su di lui lo sguardo e ripete le parole già pronunziate: "ecco l’agnello di Dio”!”. I due discepoli di Giovanni si mettono allora alla sequela di Gesù senza che il loro antico maestro ne resti geloso. Giovanni testimonia e arriva addirittura ad affermare: “Lui deve crescere, io, invece, diminuire” (Gv 3,29). Giovanni si definisce “amico dello sposo” e insegna a tutti noi lo stile della testimonianza libera che non lega a sé, ma rimanda alla sequela del Signore.

(don Walter Magnoni)

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“Ho visto e ho testimoniato”. Nel racconto degli evangelisti dopo la Resurrezione il tema della testimonianza è in primo piano. Una testimonianza che nasce dall’esperienza diretta, ma che invita tutti a farsi partecipi della gioia dell’annuncio. Testimonianza che, come ha sottolineato Papa Francesco, è qualcosa di molto diverso dal proselitismo, dalla ricerca intellettuale di convincere. Testimonianza è un modo di vivere che non può nascondere, e considerare un fatto privato e personale, la propria fede. Testimonianza è diventare anelli di una catena che non vincola, ma arriva ad abbracciare il nostro prossimo. E soprattutto in un momento come questo, in cui quanto avviene ci pone di fronte al mistero del senso della vita, la saldezza della fede appare fondamentale.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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