una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 1 marzo 2020

EPISTOLA Seconda lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi 5, 18-6, 2

Fratelli, tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Matteo 4, 1-11

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Lo Spirito conduce Gesù nel deserto perché il diavolo lo tenti. Questo particolare ci rivela una dimensione che ogni uomo attraversa nella sua vita: la tentazione. Il nostro essere creati come persone libere ci mette sempre nella condizione di usare male della libertà donataci da Dio.

La tentazione, se bene affrontata, può divenire occasione di crescita e di maturazione. Ogni uomo vive questa dimensione e con fatica impara l’arte del discernimento, ovvero la via concreta per scegliere il bene ed evitare il male.

Come fa Gesù a superare le tentazioni?

Anzitutto accettando pienamente la sua umanità. Gesù rimane fedele fino in fondo alla condizione di uomo nella quale è posto e poi nella capacità d’interpretare correttamente la Parola di Dio.

La Quaresima può essere un tempo propizio per lasciare che ogni giorno possiamo trovare del tempo per metterci in un orante ascolto della Scrittura.

(don Walter Magnoni)

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In uno dei suoi interventi durante la Santa Messa del mattino a Santa Marta Papa Franesco ebbe ad affermare: “Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: ‘Ma, Padre, che antico è lei: parlare del diavolo nel secolo XXI!’. Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui”. Ma dov’è il diavolo? Dove si nasconde? Sono tante, forse troppe le tentazioni per l’uomo moderno. Ci sono le tentazioni antiche, quelle degli gnostici, per esempio, che pretendevano di interpretare le scritture secondo le ispirazioni di ciascuno. Ma ci sono le tentazioni moderne che derivano da quelle che non a caso chiamiamo “diavolerie”: sono gli strumenti del comunicare, strumenti che su utilizzati male, amplificano e moltiplicano il chiacchiericcio inutile, le maldicenze, le fake news. Diventano i nuovi idoli che fanno nuovi schiavi. E che fanno dimenticare che l’unica strada per fare il proprio bene è fare il bene dell’altro.

(Gianfranco Fabi)