una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 12 gennaio 2020

EPISTOLA Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini 2, 13-22

Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Matteo 3, 13-17

In quel tempo. Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Giovanni è il precursore e ha chiara la sua missione di annunciatore del Messia. Giovanni prepara la via a Gesù e ne riconosce la superiorità. Per questo in un primo tempo si oppone alla richiesta di Gesù di farsi battezzare. Giovanni non capisce e lo esprime con un acuto interrogativo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Gesù però sceglie d’iniziare il suo ministero pubblico dal mettersi in fila con tutti i peccatori. Lui non è venuto per chi si sente a posto con la coscienza e non riconosce in sé alcun peccato. Il gesto di Gesù marca la scelta di essere colui che prende su di sé il peccato del mondo grazie al dono della vita.

Paolo nell’epistola giustamente segnala questo tema cruciale per il cristianesimo affermando: «Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo». Dal Battesimo alla croce è tracciato un cammino di misericordia. Tutto ciò sotto la guida della Spirito che è presente anche nella scena del battesimo ed insieme al Padre che esprime il suo compiacimento per il gesto compiuto dal Figlio.

Il battesimo manifesta il Dio che viene a salvare l’uomo dal peccato e liberarlo da ogni male.

(don Walter Magnoni)

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La descrizione che Matteo fa del battesimo di Gesù è degna delle migliori sceneggiature dei film di Steven Spielberg, una via di mezzo tra Indiana Jones ed E.T. l’extraterrestre. Ma a quel tempo non si immaginavano gli effetti speciali del grande schermo e il racconto con i cieli che si aprono e lo Spirito di Dio che scende è un chiaro segno della meraviglia e dello stupore che l’evangelista vuole trasmettere. Questo è uno dei brani in cui la descrizione dei fatti è solo un punto di partenza, un aspetto formale che apre le porte alla sostanza delle cose. Una sostanza che è spiegata da San Paolo: l’incontro con Cristo riconduce ad unità ogni persona e supera i vecchi schemi della legge. Un ammonimento che vale ogni giorno di più in questa nostra società segnata dalle divisioni, dagli scontri, dagli attacchi personali. Una società che si chiude e che chiudendosi rischia di soffocare

(Gianfranco Fabi)