una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 22 dicembre 2019

EPISTOLA Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi 4, 4-9

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 1, 26-38a

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

“Siate sempre lieti” afferma San Paolo e lo ripete: “siate lieti”. Invece l’angelo Gabriele a Maria dice: “rallegrati”. Come si può essere contenti in mezzo a tante fatiche che la vita presenta? Non si rischia di semplificare troppo l’esistenza esortando alla gioia?

Uno dei messaggi del Natale che si avvicina è precisamente la gioia, ma non quella superficiale e a buon prezzo. Non la gioia dello sballo e della ricerca del puro divertimento. Paolo in realtà dice: “siate lieti nel Signore” e l’angelo dice a Maria di rallegrarsi perché “il Signore è con te”.

La gioia cui siamo chiamati nasce dalla consapevolezza che nelle difficoltà quotidiane non siamo abbandonati a noi stessi, ma Dio è con noi. Lieto è il cristiano non perché vive un’esistenza senza imprevisti e dolori, ma perché può porre in Dio ogni angoscia.

In questa logica diventa diverso affrontare le fatiche e anche noi possiamo dire, con Maria: “avvenga per me secondo la tua parola”. Solo chi si fida di Dio può trovare questa gioia.

(don Walter Magnoni)

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Tutto quello che è vero, nobile e giusto sia oggetto dei vostri pensieri. Tutto. C’è in questa parola la pienezza del tempo associata al Natale ormai alle porte. Un Natale che è la forza di una presenza che non può che provocare turbamento ed emozione. Il richiamo al vero è qualcosa di rivoluzionario in questa epoca delle fake news, della politica che piega i fatti alla propria propaganda, dell’elogio del potere affidato agli incompetenti. E’ significativo che l’ultimo rapporto del Censis sottolinei come lo stato d'animo dominante tra il 65% degli italiani sia l’incertezza per la crisi economica, l’ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo. Il Natale può essere il messaggio di fiducia che può contrastare la deriva della rabbia e della paura. Come ha ricordato l’Arcivescovo nel suo messaggio di Sant’Ambrogio. “Benvenuto futuro” perché il messaggio cristiano “è l’interpretazione più profonda e realistica di quell’inguaribile desiderio di vivere che, incontrando la promessa di Gesù, diventa speranza”.

(Gianfranco Fabi)

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