una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

25 ottobre 2020

 

EPISTOLA Prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi 1, 17b-24

Fratelli, Cristo mi ha mandato ad annunciare il vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti». Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 24, 44-49a

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso».

Abbiamo bisogno di sapienza, soprattutto per poter interpretare l’attuale momento storico segnato dalla paura e dall’incertezza. Noi cristiani abbiamo la necessità di non sottrarci all’insegnamento della croce di Cristo. Quello fu il momento dello scandalo, della fuga e dello smarrimento. Giuda si uccide, Pietro rinnega e tutti scappano. In effetti le attese di tutti parvero crollare improvvisamente. Ma quel momento così drammatico fu solo una fase del processo pasquale da cui nacque la Chiesa. La morte di Gesù apre la strada alla salvezza del mondo. Il suo sangue è versato per donare a tutti noi la vittoria sulla morte.

Imparare a leggere la storia con sapienza, testimoniare la speranza che è in noi e attraversare questo tempo senza lasciarci prendere dal panico: questo credo che possa essere un dono da invocare al Dio della vita.

(don Walter Magnoni)

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“Scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani”: cosi Paolo definisce la croce di Cristo. Una croce che Cristo annuncia nel passo di Luca. E oggi, a duemila anni di distanza, quella croce resta un segno forte della fragilità umana, ancora più forte in questo momento in cui la pandemia rende evidente la condizione particolarmente fragile dell’uomo e della società. E allora sono di grande attualità le parole di Papa Francesco nell’ultima enciclica “Fratelli tutti”: “In questi momenti – sottolinea il Papa nel capitolo 115 - nei quali tutto sembra dissolversi e perdere consistenza, ci fa bene appellarci alla solidità che deriva dal saperci responsabili della fragilità degli altri cercando un destino comune”. Responsabilità quindi, per sé e per gli altri, responsabilità nel ricercare un bene comune che non è la semplice somma dei benesseri individuali, ma una dimensione in cui la bellezza delle diversità non si trasforma nel dramma delle disuguaglianze.

(Gianfranco Fabi)