una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 15 dicembre 2019 - V d'Avvento

EPISTOLA Lettera di San Paolo Apostolo ai Gàlati 3, 23-28

Fratelli, prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 6-8 15-18

In quel tempo. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Giovanni proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

San Paolo nella parte centrale della sua epistola ai Gàlati pone una triplice negazione. Come leggere queste parole? Paolo non crede che i giudei debbano semplicemente confondersi coi greci, così come non è per l’abolizione giuridica della schiavitù (in tal senso nella lettera a Filemone non messe in discussione l’istituzione della schiavitù) e neppure vuole negare la differenza sessuale. Quello che è abolito è l’eventuale ruolo salvifico delle distinzioni. Con la venuta di Cristo, nel battesimo ogni persona si riveste di Lui. Quindi etnia, ruolo sociale e sesso non sono più elementi discriminanti in merito alla salvezza.

La “luce” che è Cristo stesso - di cui parla Giovanni nel prologo – diviene “la grazia e la verità” che libera ogni persona dal peccato e apre alla salvezza. Avvento è anche attesa di questa salvezza che Gesù porta con sé.

(don Walter Magnoni)

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“Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina”: un’affermazione che non lascia dubbi sull’uguale dignità di ogni persona. Senza alcuna discriminazione. “Perchè tutti voi siete uno in Gesù Cristo”. Il pensiero va subito all’accoglienza degli immigrati, ed è giusto, ma il monito di San Paolo va oltre e appare un invito a riflettere su tutti i rapporti economici e sociali. Perché il centro di ogni attività, di ogni interesse, di ogni scelta politica non può che essere la persona, salvaguardando la diversità e valorizzando il destino di ciascuno. Una riflessione fondamentale in questo periodo che dal Black Friday al Natale vede l’esaltazione della cosiddetta società dei consumi. Una dimensione tuttavia da non demonizzare, anche perché il consumo è fondamentale nella dinamica economica, ma da collocare senza fondamentalismi nella giusta prospettiva del bene di tutti e di ciascuno.

(Gianfranco Fabi)

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