una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 8 dicembre 2019

EPISTOLA Lettera agli Ebrei 10, 5-9a

Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”». Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà».


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Matteo 21, 1-9

In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

Come dice esplicitamente la lettera agli Ebrei Gesù vive una grande obbedienza al Padre: “ecco io vengo a fare la tua volontà”.

In che relazione stanno obbedienza e libertà? Gesù sceglie di vivere l’obbedienza al Padre perché in essa sta la verità del suo agire.

Non è mai semplice cogliere il valore dell’obbedienza, soprattutto perché di primo acchito vi è in noi, perlomeno il dubbio, di non essere liberi sino in fondo.

Gesù desidera mostrare il contrario. Vi è una verità che rende liberi, un’obbedienza che fa crescere nella capacità di dono. L’obbedienza nasce dentro una relazione d’amore dove la fiducia che quanto l’altro chiede sia per il bene di tutti è il fondamento imprescindibile.

L’uomo non sempre deve obbedire, perché potrebbe incorrere in comandi che entrano in conflitto con la propria coscienza. Ma con Dio le cose sono diverse, il Padre ci chiede solo cose che vanno nella direzione del bene e del dono. Imparare a comprendere la volontà di Dio sulla nostra vita e corrispondervi con le azioni è un’arte da chiedere nella preghiera. Possiamo pregare così: Padre insegnami ad amare attraverso la via dell’obbedienza che il tuo Figlio Gesù Cristo ha vissuto in pienezza.

(don Walter Magnoni)

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“Ecco il tuo re, seduto su di un’asina”. Il Dio che si fa uomo non ha bisogno di vesti regali per essere conosciuto e seguito. L’apparenza, cioè l’essere a cavallo di un’asina che è quello che appare alla folla, non contraddice la sostanza, cioè l’incontro con la persona che lascia intravedere una vera speranza di salvezza. L’apparenza è una provocazione, la sostanza è la dimensione della realtà al di là e al di sopra delle immagini. E allora viene da osservare che il mondo di oggi è fatto molto di apparenza e poco di sostanza, molto di slogan e twitt e poco di analisi dei problemi e concretezza delle soluzioni. Viviamo nel mondo della complessità e ci illudiamo di avere soluzioni facili. Affidiamo alla tecnologia e alle connessioni la necessità, magari implicita, di dare un senso alla vita. E così rischiamo di perdere di vista la sostanza delle cose: quell’umanità che non a caso è una parola che racchiude sia la sensibilità e l’apertura di ogni persona, sia tutti i componenti del genere umano. E’ utile allora andare alla ricerca della sostanza dell’umanità. Comprendere fino in fondo il senso del proprio essere e sentirsi partecipi dell’uguale dignità di ogni persona.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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