una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 1 dicembre 2019

EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 11, 25-36

Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: «Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l’empietà da Giacobbe. Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati».

Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, «chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?». Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Matteo 11, 2-15

In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Giovanni il Battista è il precursore, secondo i Vangeli sinottici; mentre per l’evangelista Giovanni è il testimone. In ogni caso quest’uomo è davvero una figura significativa della storia della salvezza. In questa pagina, però, anche il Battista vive un attimo di smarrimento. Lui che aveva gridato nel deserto parole di conversione e aveva battezzato folle intere, adesso si trova in carcere. L’arresto è una prova per tutti e da qui nasce il timore di aver sbagliato tutto. Ecco allora la domanda posta a Gesù per mezzo dei suoi discepoli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.

Gesù risponde rinviando a ciò che sta operando: “i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”. Sono le opere, quelle annunciate dai profeti, a dare conferma del fatto che davvero Gesù è il Cristo.

Nelle parole: “beato colui che in me non trova motivo di scandalo!” scorgiamo l’incoraggiamento per il Battista a trovare in Gesù la pietra su cui appoggiarsi e non la pietra d’inciampo che in greco si scrive “scandalon” (scandalo).

Anche il Battista vive il dubbio, ma l’importante è superarlo attraverso la fiducia nelle opere compiute da Gesù. Per noi la morte in croce e la resurrezione sono l’apice di questo agire salvifico. Beati coloro che sanno riconoscere questi segni e credere nella parola di Gesù.

(don Walter Magnoni)

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“I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili.” Così l’apostolo Paolo nel suo forte appello nella lettera ai Romani. E nel Vangelo il Signore proclama che il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di tutti, anche dei profeti e di chi come Giovanni Battista è stato inviato per preparare la strada al Cristo. Con queste affermazioni prosegue il cammino dell’Avvento. Affermazioni che sembrano rendere più fitto il mistero della salvezza, ma insieme fanno apparire più chiara la sostanza della fede. Una fede fondata su di un annuncio valido in ogni tempo e che in ogni tempo richiede al cristiano di essere rivoluzionario, di rompere gli schemi del conformismo e del politicamente corretto. Una fede che non sta “nei palazzi dei Re”, ma in chi ha il coraggio di capire i segni dei tempi e soprattutto di agire di conseguenza.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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