una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 19 maggio -

EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 12, 31-13, 8a

Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 13, 31b-35

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Amatevi! Questo è l’imperativo che consegna Gesù e che san Paolo riprende nel bellissimo inno all’amore dove arriva ad affermare che senza l’amore non siamo nulla.

“Amore” è termine inflazionato, molto usato, al punto che diventa difficile comprenderne il senso profondo. Le cronache ci narrano di uomini e donne che si fissano su relazioni d’amore al punto d’arrivare ad uccidere il partner che non corrisponde più ai sentimenti di un tempo. In questi casi l’amore si muta in ossessione e scade in gesti oggettivamente malvagi  e che nulla hanno a che fare con la proposta del Vangelo.

Gesù per dare contenuto alle sue parole si pone lui stesso quale metro di paragone dell’amore. Vuoi amare? Bene, allora “come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri”.

È il “come” di Gesù a mostrarci lo stile dell’amore. Il compito è alto, perché la qualità dell’amore del Signore è quella del dono totale, della gratuità, della capacità di donare la vita intera. I santi sono coloro che hanno provato seriamente ad amare “come” Gesù.

Eppure qui si gioca il nostro essere cristiani.

(don Walter Magnoni)

.-.-.-.

Essere riconosciuti come suoi discepoli. Questa la missione ci viene affidata dal Cristo in questo brano del Vangelo. Con la logica di un amore praticato e visibile. Senza nessun complesso di inferiorità, ma con la forza di chi ha qualcosa da dire in un mondo che appare sempre più sommerso dall’individualismo e dal relativismo. Come scrive il cardinale Angelo Scola, arcivescovo emerito di Milano, nella prefazione del libro di Robi Ronza (“Non siamo nel caos” ed. Ares) “Si tratta di attingere al grande patrimonio di esperienza umana, di idee vissute e maturate nei secoli dal popolo cristiano, ina parola di santità, per dare laicamente il proprio contributo alla costruzione di relazione buone per l’uomo e per la società. Tutto questo avendo ben chiara quella ineliminabile distanza tra la Città di Dio e la Città degli uomini, che mete al riparo da ogni tentazione di clericalismo.”

Proprio perché l’amore è parte costitutiva ed essenziale dell’uomo e dell’umanità. Nelle tante forme che può e deve prendere. Senza dimenticare che, come ci ricorda Papa Francesco, l’amore è sempre gioia.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

© 2018 Ucid  Milano