una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 12 maggio -

EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 1, 8-14

Fratelli, Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
Desidero che sappiate, fratelli, come le mie vicende si siano volte piuttosto per il progresso del Vangelo, al punto che, in tutto il palazzo del pretorio e dovunque, si sa che io sono prigioniero per Cristo. In tal modo la maggior parte dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, ancor più ardiscono annunciare senza timore la Parola.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 9-17

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

“Prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio”. Una carità intelligente è quella che invocava ad esempio il Cardinal Martini. Il nostro tempo pare in affanno circa la capacità di discernere e comprendere ciò che è bene. Il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa rimangono per noi strumenti fondamentali, da cui partire, per comprendere ciò che è bene e ciò che è male. Non è facile districarsi nei meandri della complessità, ma l’aiuto della Parola e della Tradizione rimane bussola per orientarsi. La guida sapiente di quello che un tempo di chiamava “padre spirituale” è un altro ausilio fondamentale. Di fatto il confronto con persone sagge è sempre fondamentale per evitare abbagli e compiere scelte di cui poi ci si pente.

Tutto questo noi lo facciamo per “rimanere nel suo amore” così che la nostra gioia sia piena.

(don Walter Magnoni)

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“Vi ho chiamato amici” perché vi ho fatto conoscere tutto. L’amicizia è condivisione, partecipazione, conoscenza reciproca. L’amicizia è una delle espressioni più alte dell’umanità perché è basata sull’essenzialità della persona, non sugli interessi, sulla complicità, sullo sfruttamento. L’amicizia è qualcosa di più e di diverso dall’iscrizione a un social network, a un club sportivo, ad una associazione culturale: tutte cose nobili e giuste che magari possono costituire un gradino di una lunga scala per raggiungere una vera amicizia.  Un’amicizia che poi va mantenuta,rafforzata, sostenuta. Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, così scriveva: “L’amicizia è una grande avventura in cui si conosce cosa significhi volere il bene dell’altro. L’amicizia è esercizio di accordo, di armonia, a volte una vera e propria scuola, in cui si impara a smussare o a valorizzare alcuni aspetti del proprio carattere. In un certo senso, attraverso l’amicizia, si impara a diventare più autentici e più buoni. L’amicizia nasce da un incontro inaspettato, appare come un dono gratuito, dovuto a Dio, (o agli dei, come mi dicevano alcuni amici).” 

(Gianfranco Fabi)