una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

10 giugno – III domenica dopo Pentecoste


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Marco 10, 1-12

In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Un primo elemento che colpisce in questa pagina di Vangelo è l’accorrere della folla da Gesù. Basta il passaggio del Maestro per scatenare un passa parola tra le persone. Soprattutto il popolo, la gente semplice, comprende che quell’uomo di Nazareth compie gesti significativi e parla al cuore di tutti.

Ma questo stile libero e liberante di Gesù dà fastidio ad alcuni ed in primis ai farisei. Infatti, questi uomini vedono messa in discussione la loro rigida interpretazione della Legge. Da qui una crescente ostilità nei confronti di Gesù che giungerà fino alla condanna a morte.

I farisei tendono continue insidie al Maestro e qui lo interrogano sul delicato tema del ripudio. Nel rispondere Gesù ricorda che in principio Dio crea la differenza sessuale (maschio e femmina) per uscire dalla solitudine dentro cui l’uomo potrebbe trovarsi a vivere. Vi è dunque una complementarietà tra uomo e donna che Dio ha immaginato da sempre. Questo porta i due a divenire “una carne sola”. Qui sta la sfida dell’unità e la forza di un legame che, se vince le fatiche della quotidianità, diviene sollievo e sostegno in tutte le stagioni della vita, compresa quella in cui le forze diminuiscono e la solitudine può essere reale minaccia.
(don Walter Magnoni)

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Riaffermare il valore del matrimonio è particolarmente importante in una società come l’attuale in cui ci sposa sempre meno e si registrano sempre più divorzi: nel 2015, anno in cui è entrata in vigore la legge sul divorzio breve il loro numero è stato di 82.469, con una crescita del 57% rispetto all’anno precedente. Crescono in maniera rilevante le convivenze: un neonato su quattro ha genitori non coniugati. Sale l’età media degli sposi che ora è attorno ai 34 anni per gli uomini e 31 per le donne. E aumenta il numero dei matrimoni civili che si avvicinano al 50% del totale, una percentuale già superata al Nord e al Centro. È una società in cui i legami si attenuano, in cui gli impegni faticano a reggere alla sfida del tempo, in cui i valori economici rischiano di condizionare anche i legami coniugali. La testimonianza dell’amore cristiano diventa sempre più importante, anche perchè é un segno di gratuità contro la dominante logica dello scambio.  

(Gianfranco Fabi)

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