una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 3 febbraio -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Marco 6, 45-56

In quel tempo. Il Signore Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati. 

Siamo nel tempo dopo l’Epifania e la liturgia ci presenta brani dove Gesù si manifesta e aiuta le persone a riconoscerlo come il Figlio di Dio. Poco prima dell’episodio narrato dal Vangelo odierno, Gesù aveva moltiplicato i pani. Eppure, malgrado questo gesto così eclatante, poco dopo lo stesso Gesù non viene riconosciuto dai discepoli in preda alle paure di un mare agitato dal forte vento.

L’evangelista ci dice la ragione del mancato riconoscimento: “il loro cuore era indurito”. Sarebbe bello provare a fermarci e chiederci: com’è il nostro cuore? Non è che forse anche oggi vi è un problema di durezza del cuore? Infatti, se il cuore s’indurisce non solo non si riconosce più la presenza di Dio in mezzo a noi, ma anche il fratello facilmente diventa estraneo. Il cuore duro rende indifferenti ai dolori del mondo.

Com’è il nostro cuore?

Eppure ci basterebbe anche solo sfiorare il lembo del mantello di Gesù per essere sciolti dalle nostre durezze e ritrovare la salvezza di un cuore che amato apprende di nuovo ad amare.

(don Walter Magnoni)

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“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”. Sono le parole di san Giovanni Paolo II, di cui nell’ottobre scorso si sono celebrati i quarant’anni dell’elezione al soglio di Pietro. A ripeterle in quell’occasione è stato Papa Francesco, durante il saluto ai fedeli di lingua polacca. “Sono sempre attuali le parole che pronunciò il giorno dell’inaugurazione del suo pontificato. Che esse continuino ad ispirare la vostra vita personale, familiare e sociale; siano di incoraggiamento a seguire fedelmente il Cristo, a scorgere la sua presenza nel mondo e nell’altro uomo, specialmente in quello povero e bisognoso d’aiuto. L’uomo, infatti, come insegnava il Papa proveniente dalla stirpe dei polacchi, è la via della Chiesa”.  E nel racconto evangelico Gesù non si limitò ad esortare di non aver paura, ma “salì sulla barca con loro”. Come dire: predicare va bene, ma non senza mettere in pratica comportamenti coerenti, non senza condividere la condizione umana. Senza la paura del politicamente scorretto, rispettando tutti, ma senza essere così tolleranti verso le idee degli altri da rinunciare alle proprie.

(Gianfranco Fabi)

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