una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

3 giugno – II domenica dopo Pentecoste


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 12, 22-31

Poi disse ai discepoli: “Per questo io vi dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Gesù fa uso di due immagini significative: i corvi e i gigli del campo. Il filosofo Kierkegaard nei suoi scritti si sofferma su questa pagina e afferma che l’uccello del cielo e il giglio del campo non comprendono “la mezza misura” e colgono “l’incondizionato”. “Infatti il giglio e l’uccello sono incondizionatamente obbedienti a Dio.”.
 Questo brano è una grande provocazione al nostro preoccuparci di tutto. Spesso viviamo in affanno per le tante cose da fare. L’invito di Gesù non è quello di vivere deresponsabilizzati. Siamo chiamati a occuparci di tante cose, ma un conto è l’occuparci, un altro è affannarci. “Oggi c’è molto affanno, tutto deve essere previsto, programmato, tutto nella sicurezza, al punto che più non ci si abbandona. Tutto è in mano, tristemente, gelidamente, al calcolo” (don Angelo Casati).
Siamo invitati a “osservare” il creato e a crescere nella fede. Chi si preoccupa troppo manifesta la sua poca fede. Gesù dice proprio così: “ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?”.
Non è facile vivere così e lo dice il fatto che tra le persone vi sia un aumento di coloro che ricorrono agli ansiolitici. Eppure il Vangelo è chiaro: cercate anzitutto il regno di Dio. Questo è l’essenziale, il vero centro, quello che ci deve stare a cuore. Tutto il resto è un semplice orpello, un’aggiunta non decisiva alla nostra vita.
Forse ha ragione Kierkegaard, c’è un incondizionato da cercare e le mezze misure non aiutano a farlo. Solo chi crede nel Padre può vivere così.

(don Walter Magnoni)

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No, non è per nulla un invito all’ozio o alle spensieratezza. Questo brano di Luca è un richiamo forte e preciso alla gerarchia delle scelte. Un richiamo di grande attualità perché troppo spesso nel sistema economico e sociale contemporaneo si confondono gli strumenti con i fini, i valor materiali con quelli umani, l’arricchimento e la carriera personale con il benessere collettivo. E invece i capitali finanziari devono restare uno strumento per l’economia reale, la persona va considerata nella sua integralità, la crescita sociale può avvenire solo impegnandosi contro le disuguaglianze. Nel 2017 il premio Nobel per l’economia è stato assegnato a Richard H. Thaler per i suoi studi sull’economia comportamentale mettendo in primo piano i fattori psicologici ed emotivi nelle scelte delle persone. Guardiamo in questa prospettiva il richiamo del Vangelo a non affannarsi, a non stare con l’animo in ansia, a non essere soffocati dalle preoccupazioni; non per evadere dalla realtà, ma per convincerci che solo attraverso la fiducia in Dio e la solidarietà verso gli altri sarà possibile avere una vera risposta al nostro desiderio..  

(Gianfranco Fabi)

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