una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 13 Gennaio -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 3, 15-16. 21-22

 

In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Epifania significa manifestazione. Sono diversi gli episodi “epifanici” e in queste domeniche la liturgia ambrosiana li presenta. Così dopo la visita dei magi a Gesù, ecco il battesimo del Signore, altro evento dove avviene un’epifania di Dio, ovvero una teofania.

Gesù si mette in fila coi peccatori e si presenta al cospetto di Giovanni e nell’atto del battesimo, in un clima di preghiera, avviene questa manifestazione importante fatta di un’immagine e accompagnata da una parola.

Dal cielo che si apre discende lo Spirito Santo in forma di colomba e la voce – che sempre giunge dal cielo – rivela che Gesù è il figlio “amatissimo” (così sarebbe forse più corretto tradurre).

In questa scena è presenta la trinità e a noi spetta contemplare in silenzio questa pagina chiedendo al Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo, la capacità di amare come si amano le persone della trinità.

(don Walter Magnoni)

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Lo Spirito Santo “soffia dove vuole”, non si sa “né da dove viene né dove va” (Giovanni 3,8): I Vangeli ne parlano, ma la terza persona della Trinità è uno sconosciuto circondato da un mistero. “Come una colomba”  raffigurato talvolta come un fuoco, descritto come un vento. Resta la certezza che, pur se il mondo non conosce lo Spirito Santo, visto che non può riceverlo, i credenti invece lo conoscono, “perché egli dimora presso di loro e sarà in loro” (Giovanni 14,17). E se l’identità resta un mistero si possono vedere gli effetti dello Spirito Santo, si possono cogliere i cambiamenti. “E’ lo Spirito Santo che ci invia, ci accompagna, ci ispira” ha detto recentemente Papa Francesco. Come disse l’indimenticato Angelo Ferro all’inaugurazione di una tra le tante sue iniziativa nell’ambito dell’Oic: “La vera trasformazione della società si attua con la pazienza dei piccoli impegni, con un indefesso lavoro quotidiano in cui si allarga il collettivo, sempre attenti alle conseguenze dell’azione secondo le dinamiche dell’etica della responsabilità. (…) Si lamenta, giustamente, che le preoccupazioni materiali rendono la società sempre più priva di spiritualità. Ma quest’ultima è reale se non è oggetto di nobili discorsi, bensì  atteggiamento con cui  affrontare i problemi di ogni giorno”. Lo Spirito è quello che muove. Ed è da come ci si muove che si vede l’opera dello Spirito.

(Gianfranco Fabi)

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