una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

11 aprile 2021

EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi Col 2, 8-15

Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 20, 19-31

In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

In questa pagina di Vangelo Gesù si presenta due volte, ma in entrambi i casi le porte sono chiuse. Questa immagine narra della paura che regnava tra coloro che erano stati vicini a Gesù. La morte del Maestro aveva generato dolore ma anche timore. In questi cuori turbati Gesù viene a portare la pace. “Pace a voi!”: così si presenta il risorto. Una pace che nasce dalla croce, come ben evidenziano i segni delle mani e del costato. Gesù ha attraversato il male e la morte e li ha vinti. Ora dona ai suoi discepoli il potere di perdonare attraverso il dono dello Spirito.

Anche Tommaso può tornare a credere e ritrovare speranza. Gesù dice beati coloro che pur non avendo visto hanno creduto. Questa beatitudine è per tutti coloro che oggi trovano pace e gioia malgrado la pandemia ancora in corso.

È una pace che nasce dalla fede in Cristo morto e risorto; una pace che non viene turbata da nulla e che permette di non perdere la speranza anche nelle difficoltà dei giorni.

(don Walter Magnoni)

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 “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”. “Chi non crede in Dio può credere a tutto”, diceva il card. Giacomo Biffi, riferendosi a maghi, cartomanti, indovini, astrologi, estensori di oroscopi e falsi profeti. E’ stato calcolato che in Italia 13 milioni di persone credono in qualche forma di superstizione, consultano regolarmente gli oroscopi o si fanno indicare il futuro con la lettura della mano. Si crede in qualcosa di irrazionale anche per difendersi dalla realtà. L’episodio di Tommaso invece dimostra che la fede può essere razionale e reale perché è l’incontro con una persona che non vuole condizionarci, ma è testimone della verità dell’amore.

(Gianfranco Fabi)