una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

28 febbraio 2021

EISTOLA Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini  Ef 4, 1-7

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

 

VANGELO Gv 4, 5-42

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Gesù è condotto dalla Spirito nel deserto. Questo particolare ci dice come le tentazioni sono parte della nostra vita spirituale. Gesù viene tentato in quanto “vero uomo”, infatti la tentazione è connaturale all’essere umano. Il problema dunque non è la tentazione in sé, ma il riuscire a vincerla. In questa bellissima pagina noi vediamo lo stile di Gesù nell’affrontare le prove della vita. Anzitutto Gesù non si lascia sedurre dalla parola del tentatore, ma rimane lucido e capace di scorgere la Parola sapiente di Dio. Anche il tentatore conosce la Scrittura, ma la usa in maniera strumentale al fine di far cedere Gesù. Dobbiamo vigilare da una lettura acritica e fuori dal suo contesto della Parola di Dio. Gesù vince le tentazioni perché conosce bene la Parola e riconosce ciò che Dio dice alla sua vita.

Spesso la tentazione tende a farci perdere il reale rapporto con Dio. Le ricchezze, il potere, la gloria possono diventare idoli cui sacrificare l’obbedienza a Dio. Gesù in questo è molto chiaro: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. Ecco la Parola che più di tutte ci aiuta a discernere l’atteggiamento da mantenere per non cadere in tentazione.

(don Walter Magnoni)

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La Maestà di Duccio di Buoninsegna dipinta agli inizi del 1300 è una delle più grandi e più spettacolari opere dell’arte pre-rinascimentale italiana. La monumentale pala d’altare è stata dipinta per onorare la Madonna a cui è dedicata la Cattedrale di Siena dove ora è custodita. Un’opera tuttavia che è anche un racconto nelle molte tavole che circondano e che coprono (anzi coprivano) anche la parte posteriore. Molte di queste sono state disperse nei musei ai quattro angoli del mondo: la rappresentazione della tentazione di Gesù da parte del diavolo è così un piccolo dipinto che ora è alla Frick collection di New York. La figura del Cristo, si staglia con chiarezza di fronte ad un diavolo che è l’immagine stessa dell’oscurità. “Non abbandonarci alla tentazione”: recita la nuova versione del Padre nostro. E il Cristo, affiancato da due angeli in questo dipinto, è l’immagine evidente del fatto di non essere soli di fronte al demonio. Nelle mille tentazioni del mondo di oggi ripensare all’angelo custode delle preghiere dell’infanzia può essere una medicina importante.

(Gianfranco Fabi)

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