una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 16 Dicembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 3, 23-32a

 

In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito..

Gesù non è solamente il mediatore della nuova alleanza con Dio, come Mosè lo fu della prima alleanza. Gesù è lo sposo, ovvero Dio stesso, come detto bene da Isaia: “tuo sposo è il tuo creatore” (Is 54,5). L’espressione del profeta si riferiva al rapporto tra JHWH e Israele. Il titolo di Sposo, applicato solo a Dio viene ora utilizzato per Gesù (si veda anche 2Cor 11,2; Mt 22,2s; Ef 5,25-33; Ap 19,7; 21,2).

Giovanni è l’amico che prepara la sposa per l’incontro con lo Sposo. La gioia di Giovanni dice il senso del suo servizio: egli è cosciente di essere uno strumento per la manifestazione di Dio. Ascoltare la voce di Dio porta una gioia piena. La lezione di Giovanni è duplice: da un lato ci è chiesto di non essere ascoltatori distratti dalla Parola, ma attenti e coinvolti, capaci di esultare per la voce di Dio; dall’altro lato colpisce l’umiltà di Giovanni che afferma “Lui deve crescere, io, invece, diminuire”.

Un ego eccessivo non permette di cogliere la venuta di Dio. Forse l’attualità di Giovanni sta anche nel monito a evitare alcuni protagonismi che anziché far crescere il Vangelo appaiono come narcisismi capaci solo di annacquare la bellezza della buona notizia di Gesù.

(don Walter Magnoni)

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E’ ancora un brano dedicato alla gioia questo frammento del Vangelo che si inserisce nel percorso dell’Avvento. Una gioia che nasce anche dalla gioia degli altri: “l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena.” La nostra gioia per la gioia dell’altro, così come il nostro dolore per il dolore dell’altro, è in fondo alla radice della solidarietà e della coesione sociale, due elementi che sono connaturati con la natura umana. La nostra società, spesso dipinta come società del profitto individuale, dell’egoismo, dell’individualismo, andrebbe invece riscoperta nella dimensione della corrispondenza e delle emozioni. Si può ricordare come Adam Smith, considerato il fondatore del liberismo, abbia pubblicato come sua prima opera quella “Teoria dei sentimenti morali” in cui sottolineava come il principio fondamentale della vita debba essere considerato il sentimento della simpatia: gli uomini sono naturalmente portati a giudicare positivamente le azioni che contribuiscono alla socialità positiva. Un giudizio che riguarda non solo le azioni degli altri, ma anche le nostre. Il sentimento della simpatia permette così di introdurre un principio di armonia nell'apparente conflitto tra gli impulsi della generosità e quelli egoistici. Secondo Smith, la felicità di ognuno è possibile soltanto attraverso la realizzazione del bene degli altri. Ecco quindi che colui che viene considerato il fondatore teorico dell’economia di mercato ha le radici del suo pensiero in una visione delle decisioni che ogni persona prende con l’obiettivo della ricerca della felicità condivisa e non semplicemente e unicamente per interessi individuali.
(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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