una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 9 Dicembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 19, 28-38

 

In quel tempo. Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, / il re, nel nome del Signore. / Pace in cielo / e gloria nel più alto dei cieli!».

Questo testo per molti aspetti allude al natale, all’ingresso nel mondo del Figlio dell’uomo. C’è un verbo che si ripete quattro volte: “slegatelo”. È l’imperativo del Signore, venuto a slegare la nostra libertà di figli perduti. Dio viene a liberarci dai lacci del peccato.

Un secondo particolare di questo brano è l’azione della stendere i mantelli sulla strada mentre Gesù passa. Il mantello per il povero era tutto: vestito e casa. Non è un caso che in Dt 24,1 si proibisce di mantenere in pegno il mantello del povero. Chi vuol accogliere Gesù deve liberarsi di tutte le sicurezze – qui rappresentate dal mantello.

Il cristiano che accoglie Gesù riconosce come il Cristo è la sua vera ricchezza, colui che lo libera da ogni idolatria. Quali sono i mantelli che dobbiamo avere il coraggio di stendere per accogliere il Signore che viene?

(don Walter Magnoni)

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E’ una pagina di gioia, di esultanza, di lode questo brano che si colloca nelle prime domeniche di avvento. E’ un annuncio del Natale che viene. E’ significativo notare che le tre esortazioni apostoliche scritte da Papa Francesco (Gaudete et exsultate, Amoris laetitia e Evangelii Guadium) abbiamo tutte fin dal titolo un richiamo esplicito alla gioia. Perché viviamo in un mondo che ha bisogno di ritrovare la serenità e la fiducia che stanno alla base di una felicità solida e concreta. E’ una felicità che nasce dall’incontro e dalla partecipazione alla gioia condivisa, non dall’evasione o dall’illusione della fuga dalla realtà. E’ un’occasione per ricordare la preghiera di Tommaso Moro: “Dammi o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire. Dammi la salute del corpo col buonumore necessario per mantenerla. Dammi o Signore, un'anima santa, che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla Tua presenza la via per rimettere di nuovo le cose a posto. Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti, e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che si chiama "io". Dammi, o Signore, il senso dell'umorismo, concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po' di gioia e possa farne parte anche ad altri. E così sia”.
(Gianfranco Fabi)

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