una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 2 Dicembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 7, 18-28

 

In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».

Giovanni fu grande credente e dedicò la sua vita, fino al martirio, ad annunziare il Cristo. Eppure, anche il Battista fu abitato dal dubbio. La sua idea di un Messia vittorioso dovette fare i conti con l’esperienza del carcere e con un agire di Gesù mite e lontano dalle attese che inevitabilmente portava con sé.

Gesù, manda a dire a Giovanni, guarda i segni che compio e non “scandalizzarti”, ma sii credente capace di attraversare la prova. Anche noi dobbiamo ogni giorno convertire le nostre attese su Dio e imparare che il suo volto non corrisponde alle nostre attese. Il dubbio non sia occasione per allontanarci da Dio, invece ci sia d’aiuto la pedagogia del Battista: egli non comprende e chiede a Gesù una chiarificazione. Nella preghiera affida al Signore i tuoi desideri e chiedi a Lui di purificarti da tutte le false immagini di Dio.

(don Walter Magnoni)

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“O dobbiamo aspettarne un altro?” La tentazione di aspettare, di non dare fiducia (magari anche  a  se stessi), di rimandare una decisione importante fa parte della vita quotidiana, è un elemento della fragilità umana. Lo scritto e umorista americano Arthur Bloch, diventato famoso per aver elaborato la legge di Murphy (“se qualcosa può andar male lo farà”) ci ha lasciato tra i tanti aforismi anche questo: “La decisione giusta viene dall’esperienza, ma l’esperienza viene dalle decisioni sbagliate”.  L’esperienza cristiana ha come guida la certezza della fede, ma è inevitabilmente contrassegnata dal peccato, dalla caduta, dall’indecisione, dal dubbio. Così come l’impegno politico, la gestione aziendale, le difficili scelte sull’educazione dei figli: tutte situazioni in cui le scelte anche rischiose e temerarie sono indispensabili. Le parole di Gesù richiamano tuttavia all’evidenza della fede, al fatto che l’avvenimento cristiano è già parte della nostra storia.  E’ così che l’evidenza della speranza cristiana non ci garantisce certo dal non fare errori nel nostro cammino, ma che fanno parte del nostro cammino anche il perdono e la misericordia.
(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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