una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 25 Novembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Marco 1, 1-8

 

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: / egli preparerà la tua via. / Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri», / vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

L’incipit del testo enuncia il Kerygma, ovvero che quel Gesù di cui si parlerà nel libro è il Cristo, il Figlio di Dio. Servirà tutto il Vangelo per comprendere in che senso il Gesù storico è il Cristo della fede.

Nel Vangelo di Marco non ci sono i racconti della nascita e dell’infanzia – presenti in Matteo e Luca – ma la prima figura che compare è quella del precursore Giovanni che battezza nel deserto.

Giovanni è uomo austero che affascina per il suo stile di radicalità. Il suo modo di vestire e di cibarsi punta all’essenziale. In tanti accorrono al fiume Giordano per ricevere il battesimo di conversione.

Giovanni è consapevole che il suo compito è quello di preparare la via a Gesù Cristo e lo afferma apertamente onde evitare che la folla lo possa confondere col Figlio di Dio. Egli annuncia l’avvento di colui che “battezzerà in Spirito Santo”. Certo, anche il Battista ha delle attese circa il Messia e lo si capirà meglio quando, una volta arrestato, manderà i suoi discepoli da Gesù per capire se è lui il Cristo o se bisogna attenderne un altro. Però, qui colpisce l’umiltà e lo spirito di servizio. Quella di Giovanni sarà una vita tutta spesa per l’annuncio del Vangelo. Una vita coraggiosa e radicale che ci sprona a non essere tiepidi.

(don Walter Magnoni)

.-.-.-.

Che cosa è il deserto di cui parla l’evangelista Marco? Non è il deserto reale. Perché Giovanni battezzava nel deserto, ma la sua voce e la sua testimonianza non si perdevano nel nulla, ma richiamavano folle da tutta la regione. E la forza del suo richiamo non era tanto per la sua persona (chi darebbe fiducia ad uno che veste peli di cammello e mangia cavallette?) quanto per il contenuto del suo annuncio.

C’è nelle prime righe di questo Vangelo un invito alla rivoluzione degli schemi mentali tradizionali. Che cosa è il deserto oggi? E’ il conformismo, l’appiattimento, il mainstreaming, l’adattarsi alle circostanze, il saltare sul carro del vincitore. E’ il rifiuto del dialogo e soprattutto di riconoscere i propri errori, è il non accettare che il confronto con gli altri possa arricchire il nostro cammino. Tutto questo mette a rischio la democrazia,  la partecipazione, una costruttiva presenza sociale. Superare il deserto diventa così un passo necessario per accettare la nostra debolezza (anche se non siamo più vestiti con peli di cammello) e diventare protagonisti dell’annuncio “di colui che è più forte di me”.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

© 2018 Ucid  Milano