una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 11 Novembre -

 

VANGELO Lettura del Vangelo secondo Luca 23, 36-43

 

In quel tempo. Anche i soldati deridevano il Signore Gesù, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

È la festa di Cristo re. Istituita da Pio XI nel tempo dei totalitarismi per affermare che il vero re non è nessun dittatore di questo mondo e che la corretta logica del potere non è quella di distruggere ma di salvare. Cosa ci dicono le letture di questa domenica? Anzitutto che c’è una salvezza per tutti (si veda il brano di Isaia: “Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra). In secondo luogo, questa salvezza – che Cristo di porta con la sua croce e resurrezione – è possibile sino all’ultimo istante (si pensi al malfattore in croce che chiede a Gesù di essere da lui ricordato e la risposta del Signore: “oggi sarai con me in paradiso). Infine, Gesù è il re che ci mostra la logica del dono di sé: muore come il chicco di grano che cade a terra, ma così facendo porta il grande frutto dell’eternità.

Il potere si può usare per dominare le persone e per servirle: la scelta di Gesù è la seconda.

(don Walter Magnoni)

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“Riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni”. C’è in questo brano della Passione più di un argomento per quella discussione teologica secolare sulla salvezza: quale ruolo hanno le azioni (ovviamente buone) e quale ruolo ha la Grazia, la chiamata da parte di Dio? Ma al di là delle dispute dottrinali resta il fatto che tutto il Vangelo è percorso da un richiamo continuo alla concretezza dell’amore verso il prossimo. Paradossalmente se ci comportiamo da malfattori non possiamo certo sperare di essere crocifissi a fianco del Figlio di Dio in modo da essere salvati con una sola parola. Ma, fatta salva ovviamente la libertà di Dio, di salvare al di là e al di sopra dei giudizi umani, è indubbiamente meglio avere quella sana prudenza che porta alla passione per il bene verso il prossimo per costruire, ognuno secondo le proprie possibilità, il bene comune. E peraltro le parole di Cristo sulla croce richiamano anche, come afferma l’esortazione apostolica “Amoris laetitia” che “frutto dell’amore sono anche la misericordia e il perdono” e che “nell’orizzonte dell’amore risalta anche un’altra virtù, piuttosto ignorata in questi tempi di relazioni frenetiche e superficiali: la tenerezza”. Misericordia, perdono e tenerezza: tre parole che, purtroppo, non sono più d moda in questa società 4.0.

(Gianfranco Fabi)

Carissimi Soci ed Amici

nei giorni scorsi stavamo preparando la consueta comunicazione sui programmi e le attività della nostra Sezione per i mesi di marzo ed aprile, quando l' aggravarsi  della pandemia provocata dal Covid-19 ci ha costretto a rimandare a data destinarsi ogni iniziativa ed attività incluso il Consiglio Direttivo.
Nel rispetto quindi del recente Decreto Ministeriale, vi comunichiamo che ci attiveremo a rielaborare tutti i nostri programmi quando la situazione, speriamo,  si sarà normalizzata e, comunque, per date successive ai primi giorni del prossimo mese di aprile.

Con i nostri migliori auguri di affrontare questo difficile periodo con tanta determinazione, ma anche con tanta serenità, inviamo a tutti i più cordaili saluti

Luciano Martucci e Luigi Bettonica. 

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