una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

18 ottobre 2020

 

EPISTOLA seconda lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo 2, 19-22

Carissimo, le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e ancora: «Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore». In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona. Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Matteo 21, 10-17

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi e costui?». E la folla rispondeva: «Questi e il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». Gesù entro nel tempio e scaccio tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovescio i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Si! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betania, e là trascorse la notte.

Gesù mette in “agitazione” gli abitanti di Gerusalemme. L’agitazione interiore può venire anche da Dio che ci smuove per uscire dalla nostra “zona confort”. Accogliere la Parola significa accettare il rischio del cambiamento. Il Vangelo provoca necessariamente la vita e incide sulle domande di senso: quale significato ha il mio vivere su questa terra?

Gesù denuncia coloro che riducono la religione a business e richiama il primato della vita interiore: “la mia casa sarà chiamata casa di preghiera”.

Il nostro tempo mendica spazi di silenzio, preghiera e cura dell’interiorità. Proviamo a prenderci qualche momento per noi ogni giorno: ci fermiamo, facciamo silenzio, leggiamo la Parola e lasciamo che questa ci “agiti” un po' aprendo in noi pertugi di luce da cui passa il bene che Dio ci chiede di compiere nella quotidianità dei giorni.

(don Walter Magnoni)

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Gesù che scaccia i mercanti dal tempio è un episodio particolarmente significativo nel giorno della dedicazione del Duomo di Milano. E magari anche nel 150mo anniversario della fine del potere temporale del Papa con la Breccia di Porta Pia. Libera Chiesa in libero Stato, secondo l’indicazione di Cavour. “Date a Cesare quel che è di Cesare” (Matteo 22,21) ricorda un altro passo del Vangelo. Quindi c’è un luogo per commerciare e un luogo per pregare. C’è un momento per le esigenze materiali e un momento per quelle spirituali. Ma anche all’interno dello Stato libero e laico i cattolici non possono silenziosi e isolati. La persona è la stessa in un luogo come nell’altro. Il cristiano non può che restare cristiano nella società politica. Un impegno difficile, ma necessario per diventare portatori di valori e non difensori di interessi. Tra valori e interessi c’è la linea che divide la buona presenza sociale dal “covo di ladri”.

(Gianfranco Fabi)