una breve riflessione sul Vangelo della settimana

Spunti dai brani della liturgia domenicale - Don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano e Gianfranco Fabi, giornalista economico, propongono ogni settimana una breve riflessione per il sito Ucid Milano sulla base di un pensiero tratto dalla liturgia di rito ambrosiano della successiva domenica.

domenica 19 aprile 2020

 

EPISTOLA Lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi 2, 8-15

Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.


VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 20, 19-31

In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Le porte sono chiuse, ma Gesù arriva lo stesso. Le porte sono chiuse è l’immagine che meglio descrive questo tempo del Coronavirus. Sono giorni e giorni che in Italia e non solo la gente vive rinchiusa per il timore del virus. Gli apostoli avevano paura dei Giudei, noi invece di questo invisibile nemico che semina malattia e morte.

Gesù giunge lo stesso e comunica un messaggio di pace. Gesù dona lo Spirito santo affinché ci si possa perdonare. Gesù ascolta i timori di Tommaso che assente alla venuta di Gesù esprime i suoi comprensibili dubbi.

Così Gesù ritorna e mostra i segni del male subito per narrare che quell’apparizione non è di un fantasma, ma è proprio del Risorto.

Cosa dice a noi questa pagina?

Gesù ci raggiunge a porte chiuse, così come – grazie ai mezzi di comunicazione – è avvenuto in questo tempo. La Parola è di speranza e consolazione. Il male è stato vinto, almeno da lui. A noi è chiesto di chiedere e fidarci della Parola di salvezza del Risorto.

(don Walter Magnoni)

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Il monito San Paolo è drastico ed efficace: “Nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana”. Sì perchè la resurrezione è qualcosa che cambia la nostra prospettiva di vita, ancora più visibilmente in un momento drammatico come l’attuale. E come ha sottolineato l’arcivescovo Mario Delpini nel suo messaggio pasquale: «In questi giorni dobbiamo rinunciare a molte cose a cui eravamo abituati, ma non vogliamo rinunciare a riconoscere Gesù risorto in mezzo a noi». La lotta al coronavirus ci ha obbligato alla distanza sociale e personale, ha bloccato la partecipazione alla liturgia in uno dei momenti più significativi, come la Pasqua, ha interrotto le relazioni e gli eventi sociali: ma ci ha dato una ragione in più per abbracciare la speranza. E dobbiamo andare oltre i vecchi schemi e le logiche del mondo. Come Tommaso stiamo toccando con mano che la fede è quello di cui abbiamo bisogno.

(Gianfranco Fabi)