Che cosa ci insegna la crisi?

 

In questo momento di “crisi che non passa” ci stiamo tutti interrogando sulla difficile condizione economico finanziaria del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero. I tentativi per chiarire le cause e per consigliare possibili terapie si sprecano ormai. Più che riflettere su questi motivi mi chiedo, in modo semplice e a ritroso, che cosa ci insegni la crisi che stiamo vivendo. Si dice che la politica sia “l’arte di trovare un accordo” tra posizioni, correnti, movimenti e interessi diversi. È vero, senza un consenso allargato che assuma, infine, le dimensioni di un patto sociale non è possibile fare molta strada. Abbiamo recentemente trascorso un periodo in cui l’accordo tra le parti è stato trovato in termini assolutamente minimi, anzi nettamente insufficienti, perché al di sotto del minimo richiesto. Ci sono infatti, tra i presupposti della politica, elementi etici fondamentali che non possono essere trascurati o superati o modificati. I principi famosi trasmessici dalla classicità e fatti propri dal cristianesimo, in cui si condensa la sostanza naturale dei buoni rapporti sociali (alterum non laedere, nemini nocere, suum cuique tribuere) sono parte integrante, anzi sono addirittura il tacito presupposto etico, di cui si sostanzia la politica intesa come “l’arte di trovare un accordo”. Ma, quando l’accordo tra i portatori di interessi diversi viene trovato sostanzialmente sulla base di quest’unico principio condiviso da tutti: “fa pure quello che vuoi, basta che la faccia franca”, allora ci si trova evidentemente d’accordo su qualcosa che ha già corroso dall’interno l’arte della buona politica e ha già gravemente minacciato dall’interno la possibilità di una tranquilla convivenza civile. Dietro e dentro la crisi economica si avverte, a livello mondiale, una grave crisi politica, così come dietro e dentro la grave crisi politica si percepisce, a livello mondiale, una gravissima crisi morale. Nessuno mi toglie dalla testa che le attuali difficoltà dell’Euro dipendano anche e soprattutto da una grave crisi di moralità. Un male antico dell’umana società tutta. Speriamo che valga ancora l’antico detto: “sbagliando, si impara”!